Voglio costruire una città dove possano abitare tante persone e famiglie unite e felici legate da un autentico spirito di comunità.
Scrivimi a: scegliamopistoia@gmail.com
Voglio costruire una città dove possano abitare tante persone e famiglie unite e felici legate da un autentico spirito di comunità.
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Cara Cristina (di Roberto Bartoli)
2 April 2013
La Nazione: “Voglio il rinnovamento”
14 March 2013
Repower, ha senso? (di Roberto Bartoli)
4 March 2013
Repower? (di Roberto Bartoli)
9 January 2013
Buon 2013 a tutti!
3 January 2013
ReportPistoia: “Rinnovare, ma non troppo…”
20 December 2012
Tutto dipende da noi (di Roberto Bartoli)
28 November 2012
Il Tirreno: “È importante aver tracciato il solco [R.Bartoli]“
27 November 2012
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CONSIDERAZIONI SULLA CITTA’
che vorrei più bella
Pistoia, negli ultimi anni, ha subito un incontestabile peggioramento qualitativo, anche di vita, segnalato dal progressivo spopolamento del suo centro: dentro le mura vivono oggi meno di 10.000 persone.
Forse in maniera semplicistica, si potrebbe parlare di una città più POVERA (per non dire brutta), dovuto a diverse cause, alcune di origine privata (come la chiusura di negozi storici, come il Coppi sulla Sala, il Valiani e il Biagioni in via Cavour, lo stesso Bar Bertini, non certo bello ma vitale), altre permesse o addirittura causate dall’Amministrazione Pubblica stessa.
Provo a elencare alcuni punti specifici:
• Banalizzazione e appiattimento del suo centro medievale causati dalla sostituzione dei vecchi lastricati (Piazza dell’Ospedale, Via Cavour, ecc.) con nuova pavimentazione lapidea di stampo industriale (elementi identici, lavorati a macchina, scarsa qualità);
• Inserimento di elementi viari incongrui con il contesto, quali le divisioni fra corsie per bus e per auto, mediante materiali e articoli più adatti a centri commerciali che a città storiche (plastiche colorate, cemento, disseminati sul Corso, in Piazza Mazzini, ecc.);
• Arredi urbani incongrui quali i molto contestati lampioni di Via Cavour (più di stile ottocentesco che medievale), fioriere in cotto o in legno, ecc.;
• Inserimento di cassonetti e campane per la raccolta dei rifiuti in posizioni non rispettose dei luoghi (l’ideale sarebbe prevedere quelli interrati);
• Apposizione di segnaletica orizzontale, talvolta le semplici strisce bianche o gialle che “fanno a pugni” con i lastricati in pietra medievali;
• Segnaletica verticale spesso attuata in modo eccessivo e sproporzionato, come il traliccio posto all’ingresso di Piazza Mazzini che deve semplicemente indicare la corsia dei bus e quella per le auto, adatto a un ingresso autostradale più che ad una piazza storica.
Tutte queste scelte vengono definite “obbligate” dal Nuovo Codice della Strada, ma in Italia esistono molti centri storici dove invece non vengono seguite: sono tutti fuorilegge o invece si può agire con maggiore discrezione e tutela del nostro patrimonio storico?
Sulla carta esiste un ufficio comunale che dovrebbe coordinare questi aspetti, ma di fatto esso ha sempre avallato in maniera acritica tutte le trasformazioni e i progetti proposti.
Marco Cei
Nessuno immagina quanto questo obiettivo non sia così visionario come sembra! Poche ricette, ma efficaci e perseguite con coerenza. Iniziare ad occuparsi più dell’orizzontale che del verticale: meno palazzine orrende, più arte e verde; meno investimenti gargantueschi su iniziative mediocri e barbaramente spettacolari, più investimenti mirati su iniziative di coinvolgimento; più incentivi al centro commerciale naturale e al suo contorno d’arte e intrattenimento; trasporti più efficienti e ‘europei’, con un cavolo di servizio notturno e un servizio più decente in zone di grande afflusso diurno, come sant’agostino, praticamente ignorata… e altro che scriverò in seguito, ora devo andare all’assemblea dei genitori della scuola materna di mia figlia.