Il programma 2012-2017

Qui pubblichiamo il programma per il mandato amministrativo 2012-2017 del Comune che disegna il nostro progetto di città per il presente e per il futuro. Abbiamo approntato due versioni: una versione integrale e dettagliata; un versione breve per dare una sintesi scaricabile in pdf o visibile sotto in questa stessa pagina. È inoltre disponibile il programma dei primi 100 giorni, in pdf, oppure guarda questo post dedicato.

Tutti ci hanno sconsigliato di farlo: nessuno lo legge; troppo complesso; non sposterà un voto o, addirittura, li farà perdere. Io, Roberto Bartoli, dico che è il tempo di dire le cose, tutte, sfidando anche le difficoltà comunicative, ma nella consapevolezza che la politica si potrà davvero rinnovare se tornerà a dire come la si pensa, se si studieranno i problemi a fondo per proporre nuove soluzioni, se si chiederà ai cittadini di contribuire e aiutare alla elaborazione di tali soluzioni.

Sì, trattandosi di primarie, questo programma è pensato come un cantiere ancora aperto, affinché ognuno possa dire la sua, far capire come stanno le cose, proporre soluzioni diverse e alternative a quelle che noi abbiamo prospettato. Non temete, io non ho paura di cambiare le mie idee, quando vi sono argomenti convincenti. Io temo solo l’arroganza di chi, non amando la propria città, o non ci dice come la vuole oppure ci dice che così stanno le cose, punto e basta. Vi aspetto.

Scegliamo Pistoia, qui, ora e per sempre!

Clicca per la versione integrale in pdf.

Clicca per la sintesi in pdf.

I primi 100 giorni in pdf.

Pistoia c’è

  • L’Italia è in crisi, Pistoia è in crisi. E’ vero, verissimo. Tuttavia penso sia giunto il momento di prendere anche un’altra consapevolezza e cioè che l’Italia, Pistoia ce la possono fare, hanno tutte le carte in regola per stare al passo coi tempi e dire la loro. Sì, Pistoia è una città che attraversa un momento difficile, ma è una città che è pronta per affrontare le nuove sfide, per compiere quelle scelte che si rendono ormai necessarie per stare al passo coi tempi nel nuovo mondo. Pistoia c’è, è presente!

La svolta

  • E’ giunto il momento di dare una svolta. Una svolta che è imposta da un mondo che è cambiato, si è trasformato. Per stare al passo coi tempi, Pistoia deve avere il coraggio di assumere scelte forti, di compiere riforme profonde.

Cinque grandi esigenze

  • Anzitutto, si avverte l’esigenza che si torni ad aggregare, ad unire, a partecipare, a condividere: occorre rinsaldare la nostra comunità.
  • In secondo luogo, se è vero che Pistoia è una città nel mondo, è anche vero che è venuto il momento di liberare Pistoia nel nuovo mondo, dare voce alle sue dinamiche e alle sue energie, affinché si sappia intercettare ciò che nel mondo gira per offrirsi come comunità e territorio all’altezza delle sfide e delle ambizioni del nuovo mondo.
  • In terzo luogo, il Comune di Pistoia dovrà fare la sua parte per uscire dalla crisi in cui il Paese si trova. Ciò significa che, se vogliamo essere coerenti, seri, responsabili, Pistoia dovrà dare il proprio contributo a due problemi divenuti ormai prioritari: sostegno reale alla crescita e quindi all’occupazione; riduzione del debito pubblico attraverso riforme strutturali.
  • Infine (ma nel mio pensiero si tratta dell’aspetto principale) si avverte l’esigenza che la ricchezza sia ridistribuita nella società e nel territorio. Nessuno resti solo, nessuno resti ultimo, nessuno sia dimenticato, emarginato, espulso, ma tutti si possa stare assieme, progredire assieme, crescere assieme.

Un nuovo modo di fare politica

  • Rinuncerò assieme agli Assessori della mia Giunta al 20% degli emolumenti: non solo per ridurre i costi della politica, ma anche perché è l’ora di finirla che la politica serva per guadagnare ed anche è venuto il momento che anche la politica faccia la sua parte nei sacrifici;
  • ridurrò gli assessori da 8 a 5: non solo per ridurre i costi della politica, ma anche per selezionare sulla base delle capacità e delle competenze;
  • assessori, consiglieri candidati e nominati nelle partecipate metà donne e metà giovani del totale: basta con i proclami, passiamo ai fatti.

Crescita e occupazione

  • Penetrazione della cultura d’impresa all’interno della macchina amministrativa, quindi acquisizione da parte dell’amministrazione della sensibilità e della efficienza necessaria per sostenere chi ha intenzione di investire sul territorio.
  • Nuovo piano strutturale e nuovo regolamento urbanistico per rilanciare la piccola e media impresa.
  • Certificazione del debito, per dare respiro alle imprese che contraggono con la pubblica amministrazione.
  • Costituzione di una società a capitale misto pubblico-privato che possa realizzare in tutto il territorio, compresa la montagna, nuove tecnologie: fibra ottica, banda larga, wifi free e punti di Accesso Assistito.
  • Rapporto sempre più telematico tra amministrazione e cittadini: dovrà bastare un click 24 ore su 24 per ottenere certificati, pagare bollettini, verificare lo stato della domanda e del procedimento.
  • Ansaldo-Breda: in un momento così difficile operare per il risanamento, per il rilancio di un serio piano industriale, dopo di che, una volta risanato e rilanciata, aprire una riflessione senza pregiudizi che salvaguardi la produzione a Pistoia.
  • Vivaismo: per una nuova alleanza tra la città e il vivaismo, in cui si sappia arrivare a un sapiente punto di equilibrio tra le esigenze di sostenibilità ambientale e quelle produttive.

Per una moderna solidarietà a tutela dei diritti

  • Nel sociale il Comune di Pistoia deve riappropriarsi di una fondamentale funzione di coordinamento e controllo. In questa fase storica, il sociale è pressoché interamente gestito da associazioni e cooperative, la nostra grande forza. Tuttavia da troppo tempo è assente a Pistoia una progettualità e la capacità di dare coordinamento ed efficacia all’enorme attività che viene svolta in ambito sociale. E’ giunto il momento che il Comune si riappropri della sua funzione realizzando tavoli esecutivi intorno ai quali vengano raccolte le associazioni che operano in determinato settore e ciò al triplice fine di conoscere i bisogni, coordinare e programmare l’attività, monitorare costantemente l’efficacia delle azioni di modo da aggiustare il tiro in corsa.
  • Diffusione capillare sul territorio di centri unici per i servizi al cittadino. Luoghi accoglienti nella forma e nel contenuto, dove ogni persona possa portare il proprio bisogno, sentirsi ascoltata, considerata, rispettata e dove possa uscire non con la soluzione del proprio problema ma con un percorso da attuare per risolverlo, fatto di una valutazione professionale delle esigenze, di una serie di consigli e suggerimenti su come affrontare il problema, di un referente unico a cui poter far riferimento per qualsiasi chiarimento o richiesta, di una chiara situazione dei costi da sostenere e dei diritti da esigere. Vi sarà lo spazio per ambulatori di medicina generale e di pediatria, per i volontari di associazioni, nonché servizi di consulenza psicologica e legale. Vi si potrà lasciare il bambino mentre siamo impegnati nei colloqui, vi si potrà accedere anche se non camminiamo bene, se non sentiamo, se non vediamo. Vi saranno spazi aperti per organizzare attività ed eventi. Porterò cioè il servizio vicino al cittadino e vi integrerò concretamente tutte le competenze e le professionalità.

Riforme strutturali nell’organizzazione dei servizi

  • Nella gestione dei servizi meno Comune e più comunità, più società. La struttura del Comune deve essere più leggera, più flessibile. Meno gestione, ma anche più programmazione e, soprattutto, più controllo.

Riforma della macchina amministrativa

  • La valorizzazione e la resa più efficiente della macchina amministrativa passa dalla maggiore responsabilizzazione dei dirigenti e dalla fine di posizioni di rendita troppo diffuse.
  • Riqualificazione e valorizzazione del personale sui compiti e le professionalità presenti.

Nuovo rapporto tra istituzioni e tra istituzioni e cittadini

  • Valorizzazione del Consiglio Comunale come l’organo sovrano della democrazia locale.
  • Presidente del Consiglio Comunale alle opposizioni.
  • Creazione della anagrafe degli eletti, non solo per i profili dei singoli, ma anche per conoscere voti e opinioni: mai più consiglieri irresponsabili davanti ai cittadini.

Un nuovo disegno del territorio

  • Dare voce alle periferie per troppo tempo dimenticate: quindi divisione del territorio in quartieri, borghi, paesi ed istituzione di assemblee locali per affermare la propria voce in ordine alle proprie esigenze prioritarie, ai grandi provvedimenti del centro (bilancio, urbanistica), alla qualità dei servizi.
  • Centro Storico: arredo urbano; progettualità di eventi attrattivi, nella consapevolezza che le realtà vivono se esiste attrattività; graduale ampliamento della zona pedonale; stretto collegamento tra i nuovi quartieri e il Centro Storico; riportare in centro il mercato dell’antiquariato; valorizzare il comparto de La Sala difendendo e incentivando la sua identità di negozi storici e tipici.
  • Un’urbanistica orientata prevalentemente al recupero (demolizioni ed rieducazioni etc.), e in minima parte a nuovi volumi per favorire la crescita di territori a rischio depressione (es. collina e montagna).

Mobilità

  • Ridisegnare il piano della mobilità azzerando tutto, e partendo dalla mobilità pubblica ed ecologica per poi disegnarci sopra quella privata;
  • tre grandi parcheggi dove c’è bisogno ovvero a nord, ovest ed est.

Collina e montagna

  • Incentivi, sgravi e agevolazioni fiscali per consentire la permanenza di negozi di vicinato, nonché differenziazione delle tariffe in ordine ad alcuni servizi.
  • Realizzazione di progetti mirati volti a incrementare lo sviluppo economico del territorio basato sulle tipicità locali e sul turismo.
  • Per una mobilità partecipata e intelligente: partecipazione della cittadinanza nell’organizzazione dei servizi di trasporto pubblico su gomma e su rotaia. Realizzazione di servizi di trasporto privato “intelligente” coordinati dal Comune.
  • Banda larga, wifi come strumenti della modernità.

Sport

  • Nella gestione degli impianti, bandi e gestione da parte delle società. Per le grandi strutture, bandi e diritto di superficie.

Cultura

  • Si deve cambiare la mentalità politica in tema di cultura, facendo entrare anche qui il principio di sussidiarietà per cui non è il Comune che deve fare cultura, ma deve costruire i presupposti perché la cultura di cui è permeata la società faccia se stessa. Anche qui: bandi e gestione diretta da parte di chi fa e promuove cultura nella società.

Commercio, artigianato e turismo

  • Commercio e artigianato delle botteghe, in grado di valorizzare la tipicità e la particolarità pistoiese.
  • Orientarsi verso il medio piccolo, essendo ormai passata la stagione della grande distribuzione.
  • Sostenere il manifatturiero, investendo su progetti come Pistoia Futura.
  • Realizzare alcune grandi iniziative che raccolgano tutte le forze della città, distribuite nell’anno. Fino ad oggi molte iniziative a Pistoia hanno natura locale e coinvolgono solo alcuni settori della città. Occorre invece che l’intera città progetti eventi capaci di avere eco nazionale e internazionale e attrarre turismo. In questa prospettiva deve giocare un ruolo fondamentale la nuova alleanza tra vivaismo e città.

Partecipate

  • Regolamento sulle nomine, di modo che il Sindaco debba scegliere la competenza e il merito e non più sulla base delle tessere di partito.
  • Diminuzione dei compensi.
  • Consistente semplificazione attraverso le dismissioni. Il Comune di Pistoia deve avere la propria partecipazione in enti strategici. Sarà mio impegno mantenere la partecipazione nei settori relativi all’acqua, all’energia, ai rifiuti, nonché in ordine alle Farmacie comunali. Senza dubbio sono da dismettere Publicontrolli e Publiservizi.

Acqua

  • Affrontare con decisione la questione della ripubblicizzazione dell’acqua verificando la fattibilità. Il dettato democratico non può che essere rispettato. Tuttavia si deve essere consapevoli delle particolari difficoltà che caratterizzano la ripubblicizzazione dell’acqua, sia per il particolare modello toscano (ed anche pistoiese), sia per la presenza degli ATO che spinge verso soluzioni condivise. Io assumo due impegni: se il Comune non avrà ancora prolungato il contratto di affidamento a Publiacqua, lascerò che sia il Consiglio comunale a decidere; se il Comune avrà prolungato il contratto di affidamento, inizierò una programmazione che possa portare alla ripubblicizzazione dell’acqua entro il 2026, data di scadenza del nuovo contratto.
  • Con riferimento al profitto garantito del 7%, mi impegno fin d’ora a restituirlo ai cittadini e a trovare tutti gli strumenti tecnici e finanziari per ottenere tale risultato.

Rifiuti

  • Porta a porta: a tal fine è indispensabile creare almeno tre aree di raccolta/stoccaggio dislocate all’interno dei territorio. Sarà mio impegno prioritario individuare queste aree anche attraverso strumenti di partecipazione: si ascolta, si dibatte, poi si decide.
  • Fare tutto il possibile per creare le condizioni perché a Pistoia si possa realizzare un impianto di compostaggio dei rifiuti organici, anche per smaltire i rifiuti verdi del vivaismo: occorre completare la catena del recupero.
  • Attivazione della filiera, con Pistoia che acquista verde. Adozione del metodo Green Public Procurement (GPP) nelle procedure di acquisto di beni e servizi, indirizzando la scelta su prodotti e beni a ridotto impatto ambientale, meno inquinanti, meno dannosi etc. Incrementare domanda dei prodotti verdi; spingere le imprese a produrre beni con migliori prestazioni ambientali (si pensi alla realtà della Revet).
Il programma qui esposto costituisce il progetto di Roberto Bartoli e scegliamo Pistoia sulle linee del programma della coalizione di centrosinistra.

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