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E ora che si fa? E ora per chi si vota? (di Roberto Bartoli)


In molti in questi giorni incontrandomi o scrivendomi mi chiedono:

  • e ora che si fa?
  • Oppure, guardando più al contingente: e ora per chi si vota?

Facile rispondere alla prima domanda: si fa che si continua a lavorare come abbiamo sempre fatto, forse anche con impegno maggiore. Non solo e non tanto per la nota vicenda post-primarie, che ha mostrato – ammesso ve ne fosse bisogno – quanto sia necessario riformare i Partiti, ma soprattutto perché Pistoia e l’Italia hanno bisogno di una svolta reale e profonda.

Ciò che è sotto gli occhi di tutti è evidente. Nella campagna elettorale gli unici elementi di novità sono i riferimenti alle iniziative, ai temi, alle soluzioni prospettate da Scegliamo Pistoia, nella maggior parte dei casi mutuate e riprese. Già questo vuol dire essere serviti a molto.

Ma soprattutto ciò che serve è continuare con i metodi della partecipazione effettiva ad occuparsi dei problemi reali, conoscerli a fondo, attivare competenze per dare risposte praticabili ed efficaci. E’ per questo che, dopo le elezioni, costituiremo un’associazione Scegliamo Pistoia: non con intenti di rivalsa, ma per fare la buona, bella e vera politica.

E veniamo alla seconda domanda. Sostengo la necessità di un voto disgiunto: Consigliere comunale del centro-sinistra e Sindaco che non sia della coalizione del centro sinistra.

Per quanto riguarda il Consigliere comunale il metodo per la scelta non può che guardare alla persona, senza interrogarsi troppo su schieramenti e appartenenti. E la mia scelta è caduta su Elena Becheri, mamma di una bambina di 5 anni che lavora da quando aveva 20 anni presso la sede fiorentina del Sarah Lawrence College di Bronxville di NY come coordinatrice studenti, e che nel tempo che resta fa ciò per cui ha studiato, l’Architetto. Ragazza fresca, tenace, immersa nella vita e convinta che la politica sia una bellissima attività per cambiare il mondo. In buona sostanza, la persona che ritengo giusta per il cambiamento.

Per quanto riguarda il Sindaco, il mio voto sarà un voto contro, non per. Quindi non sono in grado di dare indicazioni in positivo, non perché tutti siano eguali, ma perché nessuno, per ragioni diverse, è in grado di rappresentare appieno la visione riformista che porto avanti.

E allora da passivi ad attivi. Io voterò chi saprà dare segnali di autentico cambiamento, vale a dire chi si assumerà espressamente i seguenti impegni concreti, misurabili da parte dei cittadini, alla fin fine di buon senso:

  1. Per il buon governo della città:
    1. dire prima del giorno delle elezioni il quantum di diminuzione degli emolumenti di Sindaco e Assessori;
    2. sempre prima del giorno delle elezioni dire il numero degli Assessori e soprattutto i loro nomi. Se infatti il Sindaco viene eletto direttamente dai cittadini e se è vero che non esiste più un rapporto diretto tra Consiglio comunale e Giunta è opportuno che il Sindaco abbia la fiducia per la sua Giunta dai cittadini e quindi è opportuno che i cittadini sappiano da chi è composta.
  2. Per l’emergenza crescita:
    1. impegno ad approvare un nuovo Piano Strutturale e un nuovo Regolamento urbanistico entro i primi 2 anni e mezzo di mandato;
    2. pubblicare sul sito del Comune tutto ciò che è di sua proprietà e mettere tutto a gara entro un anno, dagli impianti sportivi agli spazi culturali, realizzando una fortissima opera di liberalizzazione;
  3. Per l’emergenza spesa pubblica:
    1. per i prossimi 5 anni bloccare il turn over per l’80%, dando luogo ad una contestuale riorganizzazione dei servizi, impegnandosi a rendere tutto trasparente su internet
    2. assumersi l’impegno di riattribuire entro 100 giorni tutti gli incarichi dirigenziali, a partire dall’urbanistica, i lavori pubblici, gli impianti sportivi;
    3. riorganizzare l’ufficio tecnico mediante un percorso partecipato con professionisti e cittadini
  4. Per la partecipazione:
    1. adottare entro la fine del 2012 un regolamento che istituisca assemblee locali elettive o comunque partecipate, con il potere di esprimere le esigenze del territorio, il parere su bilancio e provvedimenti urbanistici
  5. Per le partecipate:
    1. ripristinare la vigenza del regolamento sulle nomine nelle partecipate neutralizzato nello scorso mandato
    2. dismettere la partecipazione in Publiservizi
  6. Per il sociale:
    1. entro la fine dell’anno, o meglio, entro i primi freddi, realizzare un progetto di recupero e abitazione per coloro che sono ancora senza casa

Ora non ci resta che attendere.

Roberto Bartoli

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3 commenti su “E ora che si fa? E ora per chi si vota? (di Roberto Bartoli)”

  1. Vincenzo Mazzei 29 aprile 2012 a 11:58 #

    Penso che la possibilità del voto disgiunto sia molto importante per l‘elettore, perché gli permette di esprimersi in modo diverso e più personale, pur rimanendo fedele alle proprie idee politiche, che non è detto debbano essere necessariamente immutabili ed eterne. Il mondo cambia giorno per giorno, e, secondo me, anche le idee dovrebbero andare di pari passo. Il voto disgiunto rappresenta quindi una maggiore libertà di scelta e di partecipazione consapevole alle elezioni, e non il solito rito sbrigativo consistente nell’andare a fare una semplice crocetta su un simbolo, tanto per poter dire di aver assolto il proprio diritto-dovere, spesso senza neppure sapere a quale persona viene accordata la fiducia. Penso però, che la maggioranza dei cittadini elettori non abbia ben chiaro il concetto di “voto disgiunto“, e potrebbe facilmente collegarlo a qualcosa di complicato. Sarebbe quindi opportuno che anche sul Blog di Scegliamo Pistoia, venisse schematicamente spiegata questa possibilità di cui possono avvalersi i cittadini elettori.

  2. mariobonesi 28 aprile 2012 a 08:17 #

    Voto disgiunto!

  3. Romano Fedi 26 aprile 2012 a 16:50 #

    CaroRobertotutto quanto affermi ha fatto cadere l’asino, ma è un somaro cieco perche ricade sempre nella stessa fossa. Tutto quello che affermi, e le cambiali da pagare, anno escluso la tua partecipazione alla lista per il consiglio comunale. Si è preferito istallare un sistema di cinque liste civiche, per carità tutti cittadini onesti e degni del massimo rispetto e della massima fiducia. Non so se faranno il giuramento di fedeltà al Sindaco ma quando non si fa parte di uno scheramento politico i dubbi possono sorgere. Io darò un voto disgiunto essendo anche il mio un voto contro votero il candidato più insignificante per il Sindaco e sceglierò un candidato per il consiglio comunale nella lista del PD perche anche se non rinnoverò la tessera mi sento legato a quel partito. Sono convinto che questo partito dovra cambiare assumeri nuovi connotati liberl-democratici e raggruppare forze laiche e religiose libere da tutti quei legacci oramai bruciati dal tempo trascorso e dal progresso. Oggi troppi gruppuscoli danneggiano l’evoluzione e il rinnovamenti della socità, sono la palla al piede della politica (hanno fatto fallire anche il maggioritario condizione necessaria perchè il ricambio sia reale e non apparente).

    Romano Fedi

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