About the Post

Author Information

Piero-Calamandrei

La buona politica (di Massimo Alby)


Sabato 14 aprile il segretario Niccolai ha sentenziato la sua personalissima idea a riguardo dei fuoriusciti dal PD, ha espresso forti dubbi sulla valenza e valore di tesserati freschi, cioè di persone nuove che si avvicinano alla politica e intendono farlo attraverso il partito. Mi sento molto lontano da questo genere di pensiero, offeso come cittadino che ama la propria Costituzione tanto da farne il caposaldo della propria partecipazione civile e politica. È incredibile dopo che questo PD e questi dirigenti hanno consumato il violento sfregio alla democrazia (l’esclusione di Roberto Bartoli e quindi dei cittadini che si sentivano rappresentati da lui), sentire toni di profonda chiusura da chi invece dovrebbe essere chiamato al dialogo, al confronto e alla sintesi (appunto il segretario di un partito).

Ma prendo atto della assoluta incapacità a svolgere questo compito. Molto meglio coltivare i salotti buoni!

Quindi: fuori i cittadini che rompono gli schemi, fuori le persone libere, fuori chi non accetta di essere omologato. La mia tessera non conterà nulla per i dirigenti ma per me (come per gli altri fuoriusciti) aveva avuto un grande valore. Quello di canalizzare la grandissima esperienza riformista che stava prendendo il suo via nel tessuto cittadino, una partecipazione nata spontaneamente da un’idea, spinta fortemente da un consigliere del PD eletto nel consiglio comunale. Un Politico che, non dal palazzo, ma nella città ha iniziato a raccogliere le importantissime istanze del rinnovamento, un professore che decideva di investire il suo tempo, il suo sapere e tutto il suo mondo personale nella politica per il bene comune.

Pochi sanno delle sue battaglie durante tutto il mandato passato, qualcuno lo ha accusato di non essere fedele, qualcuno lo ha tacciato di inadeguatezza. Si forse è vero! Non è il politico che si allinea al malcostume che regna nel nostro paese, la politica è in seconda fila perché i politici sono pessimi, Roberto Bartoli non è adeguato a quella politica, Roberto ha portato avanti tutte battaglie che trascinavano questa cattiva politica fuori dalla sua crisi (interventi sulla trasparenza delle nomine, semplificazione dei regolamenti). Roberto Bartoli ha dato vita ad un laboratorio riformista nella società civile che ha accompagnato tutta la campagna delle primarie (vincere era strettamente legato alla assoluta volontà di rinnovare il tessuto politico e dare una impronta riformista alle istituzioni e alla politica). Come cittadino avevo visto una grande occasione da sfruttare nel partito e fuori, mai (pur ritenendo che si poteva perdere le primarie e pur non sottovalutando le forti istanze reazionarie che detengono da molto tempo il potere a Pistoia) mai avrei pensato che l’ottusità politica spadroneggiasse così ampiamente nel partito cittadino del PD!

Mi si dice che restituire la tessera non sia la soluzione giusta, ma io avrei voluto il diritto di poter scegliere il candidato consigliere Roberto Bartoli nelle liste del PD e avrei voluto soprattutto che il PD potesse essere traghettatore anche del modo di intendere la politica da parte di Scegliamo Pistoia. Questo mi è stato negato ed è stata negata la possibilità di concorrere per il consiglio comunale (le liste non sono bloccate, nel sistema elettorale vige la competizione, chi prende più voti passa!). Si aveva forse paura che i cittadini premiassero il Bartoli con troppi voti? Io credo di si! E lo dico con profondo sgomento, perché ravvedo in questo tutta la pochezza politica di questa classe dirigente che sta per assumersi l’onere e l’onore di gestire la cosa pubblica. Ritenere importante l’aspetto plebiscitario significa drammaticamente perseguire gli errori da sempre perpetuati e ripetuti da quella sinistra affetta da ”berlusconismo“ che tanto ha danneggiato il riformismo nel nostro paese. Infatti una profonda crisi di sistema l’ha colta assolutamente impreparata perché probabilmente uguale al suo rivale di sempre Berlusconi.

Come rimanere a far parte di un partito che non rispetta i canoni principali della democrazia disprezzando a suo uso e consumo ciò che la nostra Carta Costituzionale detta e precisa come caposaldo della politica? La Costituzione, infatti, indirizza tutte le organizzazioni politiche a dare massimo spazio alla partecipazione civile. Sul riformismo ci terrei a ricordare Calamandrei e la meravigliosa visione che dava alla carta costituzionale: essa era per lui non solo un insieme di punti cardine della struttura stato, ma era anche un programma aperto da attuare. La nostra Carta, cari segretari (Bersani, Niccolai, Bruni), era ed è un immenso pozzo potabile del nuovo riformismo da cui i partiti devono attingere! Gli uomini liberi che nutrono questa sete di giustizia e di rinnovamento dovrebbero essere energia preziosa per il partito stesso, peccato che così non sia. Per fortuna sarà di ben altro parere la società civile alla quale di sicuro Scegliamo Pistoia si rimetterà.

Massimo Alby

About these ads

Tag:, ,

Non c'è ancora nessun commento.

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: