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Fuga in Egitto (di Romano Fedi)


Mi sono fermato un momento a riflettere su ciò che l’Assemblea Comunale del PD l’altra sera ha deliberato.

Rigirando e rigirando la frittata delle primarie a Pistoia, mi convinco sempre più che si non è bruciata da nessuna parte, ma non avendoci messo uova a sufficienza questa frittata non sta insieme e alle prime intemperie si sgretolerà.

Analizziamo tutto ciò che si è susseguito da settembre a gennaio del recente passato: da parte di segretari di diversi circoli PD, presenti in assemblea comunale, veniva sollecitata la discussione in seno ai circoli in merito alle elezioni del nuovo sindaco. Tali prese di posizione venivano sistematicamente ignorate dalla dirigenza pistoiese, e al tempo stesso si notava un movimento pseudo-culturale appoggiato da forti personalità del PD dedito ad illustrare alla cittadinanza e spianando la strada a una personalità, concordata e scelta fra tre o quattro persone.

Di fronte a questo atteggiamento vessatorio da parte dei dirigenti, un gruppo di iscritti al partito ha deciso di ribellarsi a questo sistema di centralismo democratico dando vita a un gruppo di lavoro chi via via si è ingrossato decidendo di portare un nostro candidato alle primarie con una adesione di più del trenta percento degli iscritti.

Ciò che sono state le primarie tutti lo sanno e il loro risultato ha dimostrato che si, il candidato presentato dalla nomenclatura ha vinto, ma non ha raggiunto nemmeno il cinquanta percento dei voti fermandosi al quarantacinque. Dato questo risultato il vincitore, valutando subito la precarietà della situazione, aveva chiesto la collaborazione di tutti unitariamente, forse una dichiarazione anche sincera, se si pensa che via via il suo programma ricopiava quasi completamente l’altro dandone anche atto nei dibattiti pubblici, e anche gli ultimi atteggiamenti della giunta riguardante spazi e giovani seguivano lo stesso esempio (nessuno può smentirci ci sono i video).

Mi sono arrovellato il cervello per capire le ragioni di un’esclusione dalle rappresentanze del partito in comune di una persona che porta a casa 3500 voti facendo lievitare (raddoppiare) la massa dei votanti.
Io che ho vissuto in prima persona certe iniziative che si sono susseguite durante la campagna per le primarie, posso assicurarvi che le persone che partecipavano erano entusiaste, si riaccostavano alla politica dicendo “finalmente non vediamo in ballo certi personaggi che hanno spaccato prima i DS e ora, perseverando, saltando da una proda all’altra della vigna, cercano di fare altrettanto con il PD”.
Certo non faremo una fuga di fronte all’infanticidio tentato da novelli Erodi. Gli asini del PD hanno le gambe deboli e vecchie.

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Un Commento su “Fuga in Egitto (di Romano Fedi)”

  1. icittadiniprimaditutto 9 marzo 2012 a 23:54 #

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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