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E anche Pistoia scopre i suoi senza tetto (di Roberto Bartoli)


 
 
 

Più volte durante la campagna delle primarie ho evidenziato l’esistenza di due emergenze umanitarie: situazione dei detenuti nel carcere di Pistoia; presenza di persone senza tetto. Quest’ultima emergenza si sta rivelando ancora più stringente in questi giorni di gelo.

 

La mia domanda è: ma davvero Pistoia non è in grado di dare una risposta, non solo di emergenza, ai bisogni di queste persone? Un Ente come il Comune di Pistoia, davvero non è in grado di individuare alcuni alloggi dove farli non solo dormire, ma anche dargli una vita più dignitosa?

 

Ho vivo in me il ricordo dell’operato del Sindaco La Pira. Perché Pistoia non è in grado di fare altrettanto? Quali sono gli ostacoli e di che tipo? La politica che spesso si mostra potente, sembra fallire completamente davanti a questi problemi. Mancanza di potere o totale indifferenza del potere verso i più deboli? Temo che colga nel segno la seconda prospettiva.

 

Se fossi Sindaco, non esiterei, se necessario, ad aprire le porte del Palazzo comunale per dare un ristoro a tutte queste persone.

 

Ma la vera questione è in realtà un’altra: creare un progetto che sia davvero in grado di aiutare queste persone. Sono necessari difficili e complessi percorsi di inserimento, attraverso la cooperazione tra servizi sociali e cooperative sociali e mondo del volontariato. Il bisogno di queste persone non giungerà mai a conoscenza del Comune perché si tratta di persone ormai ai margini della società. Saremo in grado di dare un forte segnale di svolta, quando il Comune saprà averne cura autonomamente.

2 Comments on “E anche Pistoia scopre i suoi senza tetto (di Roberto Bartoli)”

  1. puccetto 9 February 2012 at 00:01 #

    Trattasi di decadenza di costumi ,trattasi di decadenza di civiltà!La politica può essere specchio di questa decadenza.Si fanno incontri,sulle povertà e sui disagi sociali ,ma spesso si seguono più gli esiti economici che le vicende umane.L’amministrazione vivacchia nella suo lodarsi,si offende e si irrigidisce se le si indica possibili vie diverse.Credo che tutti noi dovremmo imparare a regolare i nostri stili di vita ,forse questa crisi economica è anche crisi di costume,forse dovremmo rivedere e comprendere quanto sia giusto ripensare ad una più equa ridistribuzione dei beni e soprattutto dei servizi.Non mi si prenda questa mia come la solita idea” catcomunista ” credo veramente che la politica dovrà avere il coraggio di affrontare questa tematica.Consumismo sfrenato di pochi di fronte ad una stragrande maggioranza di nulla tenenti,questo sistema di pensiero non può reggere,la politica deve avere il coraggio di toccare queste corde e proporsi nel fare, a partire dalle amministrazioni sino ai piani alti dello stato.Se noi saremo in grado di investire nella ricchezza della civiltà,e nella ricerca dei valori più veri noi contribuiremo ad edificare un mondo più bello e più giusto per i nostri figli .massimo

  2. icittadiniprimaditutto 8 February 2012 at 17:51 #

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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