Yares
Il mio eroe è un bambino palestinese di nome Yares che è stato ospite presso l’Azienda Meyer dove io lavoro. Yares è arrivato a causa di una terribile malattia che lo affligge. Ricordo i suoi occhi grandi e scuri il primo giorno che varcò la soglia dell’ospedale, e lo sguardo impaurito della madre, che introversa provava a gestire le sue ansie e le grandi aspettative. Sono passati giorni e giorni durante i quali Yares e la madre si sono chiusi in un silenzio angosciante senza mai uscire da quella camera. Guardavano e si affidavano a questo mondo che gli correva intorno. Solo un flebile sorriso, il si della testa, e niente “ho bisogno”. Il mio eroe è Yares che poco meno di venti giorni fa, per la prima volta è andato in ludodeca del Meyer e vedendomi passare mi ha detto “ciao” con l’aria di chi sa che può farcela.
(Simona Laing)
Natale 2011. Racconta i tuoi eroi. Raccontali come vuoi, uno scritto, una poesia, un disegno, una fotografia, un video.
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NDR: Le immagini che accompagneranno questo viaggio nelle nostre collettive riflessioni sono tratte dalle opere cinematografiche e fotografie del Neorealismo Italiano, qui riprodotta è una scena di “Paisà” (1946) diretto da Roberto Rossellini











Reblogged this on i cittadini prima di tutto.
Non credo negli eroi ‘eletti’,
piuttosto continuo a credere nella lunga e quotidiana
ricerca della coerenza, oggi ancor più difficile da trovare e praticare.
Credo nelle persone che s’impegnano e condividono, nelle persone
capaci di donare ‘non profit’ la loro esperienza, la loro sensibilità …
credo che Borges abbia scritto con molto anticipo ciò che penso …
(senza titolo)
Un uomo che coltiva il suo giardino, come voleva Voltaire.
Chi è contento che sulla terra esista la musica.
Chi scopre con piacere un’etimologia.
Due impiegati che in un caffè del Sur giocano in silenzio agli scacchi.
Il ceramista che premedita un colore ed una forma.
Il tipografo che compone bene questa pagina che forse non gli piace.
Una donna e un uomo che leggono le terzine finali di un certo canto.
Chi accarezza un animale addormentato.
Chi giustifica o vuole giustificare un male che gli hanno fatto.
Chi è contento che sulla terra ci sia Stevenson.
Chi preferisce che abbiano ragione gli altri.
Tali persone, che si ignorano, stanno salvando il mondo.
Jorge Luis Borges